Filtrazione in acquario. Parola di Seachem.

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Cosa si intende per filtrazione in acquario? Ce lo spiega la Seachem.

La filtrazione in acquario è uno degli aspetti fondamentali della gestione di un acquario, esattamente come il cambio d’acqua, l’illuminazione e alcuni altri fattori.

Filtrazione in acquario

Navigando per la rete ho trovato un documento a firma del dott. Leo G. Morin della Seachem che descrive la filtrazione in acquario dal punto di vista funzionale, con buona pace per chi si ostina a pensarla diversamente. Traduco e riporto 🙂

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Ing. Leo G. Morin della Seachem
Dott. Leo G. Morin durante una conferenza

Fondamentale per il successo di un sano acquario è la sua stabilità, resa possibile dalla programmazione del cambio d’acqua e manutenzione del filtro. I cambi d’acqua forniscono la rimozione sistematica di rifiuti (non normalmente rimossi dalla filtrazione) e il ripristino di un ambiente ionico equilibrato. Non esiste sistema, nonostante pareri opposti e irresponsabili, che possa sostituire il cambio d’acqua.

Esistono cinque tipi principali di configurazioni di filtri:

  • sotto sabbia (undergravel)
  • letto fluido
  • a zainetto (hang on back)
  • esterno (canister)
  • interno (box filter)

Il filtro sotto sabbia ha delle limitazioni ma a detta di molti rimane un sistema affidabile e semplice.

Il filtro a letto fluido permette fondamentalmente uno scambio di gas che consente una cessione diretta di ammoniaca all’aria ed è eccellente per la filtrazione biologica e per l’ossigenazione.

Il filtro a zainetto è un eccellente filtro meccanico ma presenta la controindicazione di essere un pò rumoroso per via della cascata d’acqua. Per evitare ciò, si è costretti a portare il livello dell’acqua in corrispondenza del filtro e spesso questo è un problema poichè un livello dell’acqua troppo alto comporta una maggiore attenzione quando si fa manutenzione.

Il filtro esterno è ritenuto il sistema più efficiente di filtrazione in acquario. Tuttavia per mia esperienza non è il più comodo da manutenere (come si pensa) anche perchè i tubi si intasano in fretta e pulirli richiede un discreto lavoro. Uno dei suoi principali vantaggi è dato dal fatto che non occupa spazio in acquario.

Il filtro interno può essere una black box o compatto. La black box è un ingombro non da poco in acquario e rischia di essere inefficiente poiché l’acqua può facilmente bypassare i materiali filtranti. Il filtro compatto è più piccolo ed efficiente ma ha meno spazio per i materiali filtranti.

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Esistono tre tipi di filtrazione in acquario:

  • meccanica
  • biologica
  • chimica

Filtrazione meccanica

La filtrazione meccanica rimuove semplicemente il particolato insolubile dall’acqua tramite alcuni dispositivi di setacciatura, come il perlon o la spugna.

Filtrazione biologica

La filtrazione biologica è la rimozione di ammoniaca e nitriti dall’acqua da parte rispettivamente dei batteri Nitrosomonas e Nitrobacter ed è la filtrazione più importante tra tutte. Il filtro biologico anaerobico più affidabile è quello a letto fluido. La filtrazione biologica anaerobica converte il nitrato in azoto. Questo tipo di filtro è stato progettato anche per le alghe poichè queste eliminano nitrati e rifiuti organici.

Filtrazione chimica

La filtrazione chimica è la rimozione diretta, per adsorbenza, delle sostanze solute. La funzione più importante della filtrazione chimica è la rimozione di sostanze organiche azotate e di rifiuto. Ciò è vitale, perché tali rifiuti sono entrambi inibitori del filtro biologico e il carico su quest’ultimo andrebbe ad aumentare.

Il carbone attivo

L’adsorbente chimico più conosciuto è il carbone attivo. Quando lavato e asciutto, dovrebbe essere opaco e non brillante. Quando si mette in acqua, dovrebbe frizzare leggermente e tendere a galleggiare, almeno in un primo momento. Attenzione però al carbone che galleggia ma non frizza.

Il carbone è di solito molto morbido, si sgretola facilmente tra le dita ed è spesso disponibile solo in dimensioni di piccoli granuli. Un buon carbone attivo è duro ma fragile e si sgretola sotto pressione.

Non tutto il carbone attivo è uguale. Quello più comunemente disponibile ed economico, deriva ​​da gusci di legno o di noce. I carboni di cocco sono i migliori per la filtrazione del gas ma non per la filtrazione dell’acqua. Non sono cattivi carboni, ma ce ne sono di migliori. I migliori sono per lo più prodotti da carbone bituminoso e hanno un’elevata porosità e una bassa densità.

Un buon carbone dovrebbe avere un basso contenuto di cenere per minimizzare l’impatto sul pH.

Tutti i carboni attivi liberano il fosfato, malgrado ci siano affermazioni contrarie. E’ bene tenerne conto.

La zeolite

Altri tipi di filtrazione chimica comprendono l’adsorbimento sintetico, ossia scambiatori di ioni e zeolite.

Le zeoliti sono bianche e polverose argille, di solito vendute per la rimozione dell’ammoniaca dall’acqua dolce.

Le zeoliti sono inefficaci in acqua di mare o addirittura di acqua dolce che contengono quantità modiche di sale. Gli scambiatori a ioni sintetici sono utili in acqua dolce per controllare l’equilibrio ionico, rimuovere l’ammoniaca, nitriti e nitrati.

Nell’acqua marina, gli scambiatori di ioni possono ridurre nitriti e nitrati, ma non hanno alcun effetto significativo sull’ammoniaca. Possono anche contribuire a rallentare lo squilibrio ionico. Ma, in genere, la funzione più utile degli scambiatori di ioni, sia in acqua dolce che marina, è la rimozione biologica, e in questo eccelle. Anche se non avviene un processo di scambio ionico, la capacità degli scambiatori di ioni di rimuovere gli inquinanti organici è fenomenale e lavorano sia in acqua salata che in acqua dolce.

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Nell’ultimo capoverso si nota una discrepanza tra la prima e l’ultima affermazione. Prima si dice che in presenza di sale (anche minima), la zeolite non ha alcun effetto. Poi si conclude che anche in assenza di scambio ionico, la zeolite rimuove in modo “fenomenale” gli inquinanti sia in acqua salata che dolce. Dal momento che ho visto di persona dei nano reef gestiti bene con zeolite e carbone (senza skimmer), propenderei per l’ultima affermazione.

Fonte: http://www.seachem.com/downloads/articles/Basics-of-Aquarium-Filtration.pdf

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Duilio Biccari

Sono Duilio Biccari, amministratore di questo sito, appassionato di motori, web, tecnologia e acquariofilia. Non sono un guru dell'acquariofilia ma in poco tempo ho avuto modo di testare e di scoprire tante informazioni utili che ho deciso di mettere a disposizione dei neofiti. Partire nel modo giusto significa risparmiare denaro e godersi con soddisfazione e serenità quell'angolo di natura che è un acquario.

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