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Il filtro per acquario, è il cuore del nostro ecosistema. Senza di esso, i pesci non possono sopravvivere e l’acquario si trasformerebbe immediatamente in una pozza. Vediamo i tipi di filtro per acquario in commercio maggiormente usati.

In realtà un acquario con pesci può anche andare avanti senza filtro ma non è una cosa semplice. Ci vogliono una serie di condizioni per far ciò, in termini di allestimento, numero e tipologie di piante e pesci. In più ci vuole una buona dose di competenze. Insomma, non è tema per questo sito che si propone ai neofiti e ad una gestione semplice, senza troppi rompi capi.

Tipi di filtro per acquario

  • filtro interno
  • filtro interno ad aria
  • filtro esterno
  • filtro esterno a zainetto
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Il filtro interno è quello più utilizzato perché fa parte del primo equipaggiamento di tutti gli acquari commerciali. E’ anche il più sicuro poichè in caso di malfunzionamento, non c’è il rischio di allagamento.

Il filtro interno ad aria è azionato da un areatore e normalmente è usato per vaschette o nano acquari (fino a 30 litri) per caridinai (acquari per gamberetti), vasche di quarantena, di cura o di accrescimento. Può andar bene per acquari e vaschette con un ridotto carico organico.

Il filtro esterno arriva sempre in un secondo momento, in sostituzione di quello interno, per eliminare ingombri in acquario ed aumentare il materiale filtrante. Tuttavia può capitare che le guarnizioni smettano di fare il loro lavoro e il rischio di allagare casa è tutt’altro che remoto.

Sinceramente io non ho trovato il filtro esterno più facile da gestire di quello interno. Necessita di maggiore manutenzione perchè il corpo del filtro si riempie di schifezze ed ognittanto va svuotato. Inoltre i tubi si intasano molto velocemente di melma, di conseguenza la portata diminuisce drasticamente e pulirli non è un’operazione simpatica. E per finire, i filtri esterni con portata superiore a 600l/h e con wattaggio superiore ai 6W sono solitamente abbastanza rumorosi e se non si ha un mobiletto in cui riporlo, potrebbe essere un problema.

Il filtro esterno a zainetto è il più pratico da manutenere e la sua presenza in vasca è discreta come quello esterno (perchè anch’esso non ingombra in acquario). L’unica cosa a cui devi prestare attenzione è il rumore della cascata dell’acqua (che può essere un vero e proprio tormento). Per evitare questo disturbo devi fare in modo che il pelo dell’acqua sia più o meno “a pelo” dell’uscita dell’acqua dal filtro.

E’ un tipo di filtro molto performante ed ossigena molto l’acquario ma proprio per questo, disperde molto calore e costringe il termoriscaldatore ad un lavoro intenso (c’è bisogno di un riscaldatore molto più potente di quanto non basti con altri tipi di filtro). Inoltre l’effetto cascata prodotto dal filtro disperde una buona quantità di CO2.

Composizione del filtro per acquario

Normalmente ogni filtro si compone dei seguenti materiali

  • pompa
  • spugna (o lana di perlon)
  • cannolicchi

Non tutti i filtri hanno spazio anche per i cannolicchi. Altri invece ne hanno anche per altri materiali filtranti.

La pompa

Pompa filtro

La pompa dev’essere proporzionata alla grandezza e alla quantità d’acqua dell’acquario. Le caratteristiche essenziali che deve avere sono la portata (ossia i litri/ora che è capace di trattare) e la possibilità di variarla (tramite ghiera o levetta) per poterla adattare alle tue esigenze.

Di norma la portata massima della pompa deve essere tra 4 e 8 volte il litraggio lordo dell’acquario. Questo dipende dal tipo di filtro, dai materiali filtranti usati e dai pesci che hai. Ad esempio il perlon, rispetto alla spugna, rallenterà un pò la portata. Oppure i filtri esterni hanno una portata effettiva leggermente minore dei filtri interni per via della prevalenza che devono superare (il dislivello tra il filtro e il bordo superiore dell’acquario).

Spugna e perlon

Spugna e perlon

A seconda della grandezza del filtro, possono esserci una o più spugne (a grana grossa e fine). La filtrazione attraverso questi materiali è detta “filtrazione meccanica”. Qualora non ci fossero spugne in dotazione, o in sostituzione di esse, si può utilizzare la lana di perlon, un materiale sintetico simile all’ovatta.

Il perlon in linea di massima è sempre da preferire perché ha una maggior capacità filtrante. La sua capacità filtrante, come detto, rallenterà leggermente la portata del filtro (bisogna tenerne conto). C’è da dire che in acquari piccoli, la spugna può fungere anche da filtro biologico (vedere più sotto).

Raccomando di sciacquare le spugne (o il perlon), nella stessa acqua dell’acquario (quella tolta durante il cambio parziale), se i nitriti (NO2) sono superiori a zero e i nitrati (NO3) uguali o superiori a 25. Se i valori sono buoni, sciacquare il tutto non più di una volta al mese. Usa il perlon solo se nel tuo filtro sono presenti anche i cannolicchi perchè dovendolo sostituire una volta al mese, senza i cannolicchi perderesti troppi batteri.

I cannolicchi

Cannolicchi

Ogni buon filtro per acquario prevede l’inserimento dei cannolicchi perchè sono il cuore del filtro. Grazie alla loro porosità, sono il luogo dove i batteri possono insediarsi in maggior quantità e densità. Esistono diversi tipi di cannolicchi, più o meno porosi. Molti filtri non hanno spazio per il loro inserimento ma il motivo è da ricercare nel fatto che sono stati progettati per acquari piccoli (più o meno fino a 40 litri lordi), quindi con piccole esigenze (soprattutto relativamente al fatto che non vi si possono allevare pesci grandi e sporcaccioni). La filtrazione attraverso questi materiali è detta “filtrazione biologica”.

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Come funziona il filtro per acquario

Tutti i filtri funzionano nello stesso modo. Ci sono una o più fessure per l’ingresso dell’acqua nel filtro. Quest’acqua, prima di arrivare alla pompa, passa attraverso i diversi materiali filtranti. Spesso l’acqua passa prima nelle spugne, poi nei cannolicchi. A volte però succede il contrario (dipende da come è stato progettato). Infine viene reimmessa nell’acquario. Qualsiasi ulteriore materiale filtrante deve essere posizionato per ultimo.

Materiali filtranti aggiuntivi

Altri materiali possono essere usati nei filtri, se c’è spazio, per rimuovere sostanze nocive dall’acqua o per modificarne i valori. La filtrazione attraverso questi materiali è detta “filtrazione chimica”. Vediamo quali:

  • carbone attivo
  • resine
  • torba
  • zeoliti

Il carbone attivo

Il carbone attivo viene usato per rendere più limpida l’acqua, per purificarla da sostanze tossiche e da medicinali. Il massimo sarebbe usarlo nell’acqua che prepariamo per il cambio, in modo da essere certi di eliminare il cloro e altre sostanze tossiche. Il carbone attivo va usato per max 5-7gg dopo una cura con medicinali. Oltre esaurisce il suo potere adsorbente.

Alcuni sostengono che il carbone possa rilasciare le sostanze adsorbite ma non ho mai trovato test o studi scientifici a dimostrazione di ciò ed io non ho mai notato possibili effetti negativi dovuti a questa cosa, quindi non so se sia vero ma propenderei per il no.

Si dice anche che il carbone adsorba alcuni oligoelementi indispensabili per le piante ma francamente l’ho usato per diverso tempo in un acquario dove non faccio cambi d’acqua e la pothos continua a crescere a vista d’occhio, quindi…

La differenza tra potere “assorbente” e “adsorbente” di un materiale filtrante sta nel fatto che “assorbire” indica la capacità di detto materiale di far penetrare altro materiale al suo interno e trattenerlo (ricordi la filtrazione meccanica?) mentre “adsorbire” indica la capacità di attrarre e accumulare sostanze chimiche sulla sua superficie. Tutto ciò vale anche per le resine e la zeolite (vedi più sotto).

Desidero mostrarti il bel video qui di seguito, grazie al quale puoi davvero toccare con mano il potere adsorbente del carbone e imparare a capire la differenza tra il normale carbone e il carbone attivo (o attivato). Buona visione 🙂

Le resine

Le resine vengono utilizzate per breve periodo (o in modo permanente, a seconda della gestione) per ridurre la presenza di:

  • ammoniaca
  • nitrati
  • fosfati
  • silicati

Piuttosto che usare le resine di cui sopra, consiglio sempre di sforzarsi nel trovare la fonte di quei problemi e risolverli in modo più naturale (anche se non è sempre possibile), così come puoi imparare nella pagina Valori acqua e test.

La torba

La torba viene utilizzata per abbassare il valore di pH. Il suo utilizzo ingiallisce l’acqua e a lungo andare abbassa leggermente anche il KH. Da evitare l’uso combinato col carbone poichè quest’ultimo annullerebbe gli effetti della torba.

La zeolite

La zeolite viene usata per eliminare l’ammoniaca al fine di alleggerire il lavoro del filtro evitando la formazione di nitriti, nitrati e fosfati. Com’è facile intuire, l’uso della zeolite inibisce il corretto lavoro della parte biologica del filtro poichè sottrae ai batteri l’elemento madre del ciclo dell’azoto: l’ammoniaca. Questo dovrebbe compromettere anche la salute delle piante poichè queste si nutrono principalmente di ammoniaca, nitrati e fosfati. Tuttavia l’ho usata a lungo (assieme al carbone) e la pothos ha continuato a crescere tranquillamente utilizzando nitrati e fosfati.

Si dice che la zeolite lavori tramite scambio ionico, ossia per ogni ione ammonio che adsorbe, ne rilascia uno di iodio. E un accumulo di iodio in acqua può bloccare e uccidere le piante e far salire di molto la conducibilità, con conseguenze negative su tutta la vita acquatica. Di conseguenza negli acquari di acqua dolce andrebbe evitato il suo uso (è un materiale che si usa principalmente nel marino). Tuttavia a me tutti sti problemi non li ha mai creati.

Il sistema Venturi

Sistema Venturi

Il sistema Venturi merita una noticina in questa pagina. Alcuni filtri interni compatti hanno questa caratteristica. Consiste nella possibilità di immettere aria assieme all’acqua, in uscita dal filtro, in modo da ossigenare l’acqua. Questo è possibile tramite un tubicino collegato al tubo di mandata del filtro.

L’estremità di questo tubicino deve necessariamente arrivare al di sopra del pelo dell’acqua per pescare l’aria. E’ un sistema tanto più utile quanto più piccole sono le bollicine che produce. Purtroppo capita che i pesci siano infastiditi da tutte le bollicine che girano per l’acquario. Infine l’utilizzo del Venturi potrebbe aiutare la dispersione di CO2 causando l’innalzamento del pH.

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Nota finale

Tutte le piante amano nutrirsi dei nitrati per svolgere le loro funzioni metaboliche ma molte di queste (in prevalenza quelle a crescita rapida) preferiscono l’ammonio (essenzialmente l’urina dei pesci). Non ci credereste mai ma in un acquario riccamente piantumato, con molte piante a crescita rapida, un grande ed efficiente comparto biologico del filtro entrerebbe in competizione con tali piante perchè i batteri nel filtro sarebbero più veloci a nutrirsi di ammoniaca rispetto alle piante. Ecco perchè non è sempre vero che “più cannolicchi ci sono e meglio è”. Tienine conto .

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