Alghe in acquario.

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Alcuni acquariofili “di grido” sostengono che

…chi non ha mai dovuto fare i conti con le alghe in acquario, non ha mai avuto un acquario!

Può sembrare un’affermazione forte (o comunque strana) ma ha un fondo di verità. Una cosa è certa. Se vuoi combatterle, devi conoscerle.

Alghe in acquario

Va però detto che la lotta alle alghe in acquario non è mai definitiva. Madre natura non si batte, tienilo a mente, e anche i migliori “aquascapers” si adoperano costantemente per contenerle (perchè di questo si tratta; contenerle). E’ un peccato che questa continua lotta sia forse il motivo numero 1 per cui tanta gente abbandona quest’hobby.

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Un tempo si pensava che bene o male tutte le alghe apparissero a causa di nitrati e fosfati alti ma numerosi studi e test hanno smentito questa tesi spostando l’attenzione sul binomio luce-ammoniaca. L’ammoniaca è sempre presente in acquario, anche quando il test non la rileva. D’altronde può capitare che più di un pesce faccia pipì nello stesso tempo e finchè quella pipì finisce nel filtro o viene del tutto metabolizzata dalle piante, può passare del tempo (anche il cibo, se rimane troppo a lungo in vasca, sviluppa ammoniaca). Più sarà forte l’illuminazione, più velocemente l’ammoniaca fornirà energia alle alghe (o nuocerà ai pesci).

Detto questo, di seguito potrai leggere quali sono le alghe in acquario più comuni in cui ci si imbatte e capirne altri fattori scatenanti, così da contrastarle in modo efficace.

I pesci cosiddetti mangiatori di alghe possono aiutare a contenerle ma raramente sono davvero efficaci nel contrastarle. Inoltre alcune specie vivono in branco ed anche loro hanno delle esigenze che troppo spesso si tende a non considerare. Altre specie invece diventano enormi e inadatti alla maggior parte degli acquari. Tieni a mente tutto ciò.
Lumache, caridine e neocaridine aiutano ma non sono compatibili con tutte le specie di pesci.
Cerca di evitare gli alghicidi. Non sono una soluzione definitiva e rischiano di danneggiare le piante.

Classificazione generale delle più comuni alghe in acquario

Le alghe si possono suddividere in base ai seguenti colori:

  • verdi
  • marroni
  • nere

Le alghe verdi compaiono quando si esagera nel fertilizzare o quando il “sistema acquario” non è ancora ben maturo.

Le alghe marroni, dette anche “silicee”, sono quelle in cui ci si imbatte più facilmente perché riescono a nutrirsi di tutte le radiazioni luminose e dei silicati, abbondantemente presenti nell’acqua di rete.

Le alghe nere, a seconda della loro tipologia, possono essere innocue o pericolose per le piante. Sempre a seconda della tipologia, i fattori scatenanti sono diametralmente opposti. Acqua pulita o acqua sporca.

Come si riproducono

Le alghe in acquario si riproducono sia in modo sessuato che asessuato (vegetativo), a seconda delle condizioni ambientali. Se a questo si aggiunge che hanno una spiccata capacità di adattamento (come nessuna pianta ha), si capisce che sia molto facile imbattersi in esse.

Perché si formano

Come già scritto, essendo la forma di vita più adattabile sulla Terra, le alghe sono presenti un pò dappertutto, seppur spesso in forma latente. In acquario faranno la loro comparsa (o ricomparsa) ogni qualvolta si presenteranno (o ripresenteranno) le condizioni a loro favorevoli e lo faranno a scapito delle piante poichè ad esse sottrarranno il nutrimento (a meno che non ci sia nutrimento sufficiente per tutti). In ogni caso, il metodo più efficace per ridurre al minimo le alghe in acquario è gestire al meglio l’acquario e le piante, calibrando al meglio la quantità di luce e pesci.

Come arrivano le alghe in acquario

E’ possibile introdurre le alghe in acquario tramite:

  • acqua di rubinetto
  • acqua dei pesci appena comprati
  • scambio di accessori e arredi da acquario a acquario
  • inserimento di nuove piante

Fattori scatenanti

Quando avviene l’esplosione algale? Evidentemente quando si creano le seguenti condizioni favorevoli:

  • luce troppo forte o troppo debole
  • spettro luminoso non ottimale
  • squilibrio dei micro e macro nutrienti o loro assenza (con conseguente blocco delle piante)
  • filtro non sufficiente o vasca non ancora matura (bassa attività batterica)
  • valore alto di kh e ph
  • poca co2
  • uso dell’acqua di rete
  • troppi pesci

Descrizione delle alghe più comuni

Alghe verdi puntiformi (GSA – Green spot algae)

Alghe verdi puntiformi

A quanto pare, queste alghe si formano in presenza di una buona qualità dell’acqua e diventano dannose solo se attaccano le foglie (come per tutte le alghe). Le puoi trovare sui vetri o sulle piante e sono piuttosto tenaci. Sembrerebbe che la causa principale sia la totale carenza di fosfato ma aiutano anche carenze di potassio e ferro. Ancora peggio se a tutto ciò si aggiunge un’intensa illuminazione. Non si è però ancora capita la vera causa scatenante di questa alga.

Alghe verdi filamentose

Alghe verdi filamentose

Queste alghe, come le verdi puntiformi, apprezzano l’acqua pulita e necessitano di molta luce. Le loro esigenze sono simili a quelle delle piante, ragion per cui non è difficile la loro comparsa. Solitamente appaiono tra il secondo e terzo mese di vita dell’acquario, quando questo non è ancora del tutto maturo (che è cosa ben diversa dalla maturazione del filtro). Se tutto è stato fatto bene, vanno via da sole. Se permangono, le cause possono essere uno spettro luminoso non adeguato o una gestione errata delle piante, le quali vanno in blocco e danno il via libera alle alghe.

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Alghe verdi a ciuffo

Alghe verdi a ciuffo

Come dice il loro nome, si presentano sotto forma di ciuffi, su foglie ma soprattutto su arredi vari come rocce o legni. Possono raggiungere una dimensione di qualche centimetro. Le cause sono uno spettro luminoso sbagliato e poca co2. L’unico rimedio, come per le verdi filamentose, è ripristinare le condizioni ideali per le piante. A volte, invece di combatterle, alcuni le lasciano come ulteriore arredo vegetale perchè se non diventano troppo invasive, sono persino belle da vedere.

Alghe verdi a pelliccia

Alghe verdi a pelliccia

Sono delle alghe davvero fastidiose perchè ricoprono ogni cosa (fondo, vetri, piante, arredi, accessori tecnici) e inizialmente sono facili da confondere con le filamentose. Non si è capito se la causa sia una luce troppo forte o uno spettro luminoso sbagliato (o entrambe le cose). Probabilmente però anche un pH fortemente alcalino fa la sua parte. Sono favorite molto anche da un eccesso di nutrienti. Non solo nitrati e fosfati (che potrebbero benissimo essere pressochè assenti) ma anche e soprattutto i troppi oligoelementi introdotti coi fertilizzanti.

Le diatomee

Alghe diatomee

Le diatomee sono alghe di colore marrone che puoi trovare ovunque, su vetri e arredi. Vengono dette “alghe pioniere” perché solitamente sono le prime a comparire quando si avvia un’acquario. Ma con una corretta gestione e fertilizzazione, solitamente scompaiono in pochi giorni. Essendo alghe silicee, se usi acqua di rubinetto contenente questo elemento, sarà più difficile che se ne vadano da sole.

Alghe nere puntiformi

Alghe nere puntiformi

E’ difficile distinguere queste alghe dalle diatomee ma è bene farlo poiché, tra le alghe più comuni, sono quelle più pericolose. Solitamente attaccano le foglie delle piante e nascono quando si trascura l’acquario. Il filtro sporco è il principale indiziato (alla faccia di chi si vanta di non toccare il filtro da anni). Fatto sta che se si diffondono troppo possono soffocare la pianta colpita.

Alghe nere a pennello

Alghe nere a pennello

Sono le alghe più brutte a vedersi. E sono anche l’incubo peggiore di ogni acquariofilo perché sono difficilissime da eliminare. Al contrario di quelle puntiformi, queste preferiscono l’acqua pulita. Un’altra causa scatenante è il KH elevato. Possono essere combattute aumentando l’immissione di CO2 e integrando la vegetazione con piante a crescita veloce, come ad esempio le Hygrophila, le Limnophila o l’Egeria Densa.

I cianobatteri

Cianobatteri

I cianobatteri sono un capitolo a parte. Hanno l’aspetto delle alghe (di colore verde, azzurro o rosso) ma in realtà sono composti, come dice il nome stesso, da formazioni batteriche. Ed è proprio a questi batteri che dobbiamo la vita sulla Terra perchè sono stati la prima forma di vita la quale ha saturato di ossigeno dapprima i mari e poi ha consentito la creazione dell’atmosfera che protegge il nostro pianeta dai raggi cosmici. Sui fondali oceanici la loro presenza è testimoniata da delle formazioni fossili dette “stomatoliti”.

Perchè ne parlo in un articolo sulle alghe? Beh perchè, come detto, hanno lo stesso aspetto delle alghe e si formano e combattono allo stesso modo. Sono la forma di vita dipendente dalla luce che meglio si adatta a qualsiasi condizione su questo pianeta e il loro colore dipende appunto dal tipo di spettro luminoso. Proprio per le loro capacità, non è facile combatterle. Va anche detto che hanno la capacità di vivere di riserve nutritive, esattamente come le piante, quindi anche un periodo di buio non solo non aiuta molto ma mette a rischio anche quest’ultime.

Le cause principali riscontrate per la loro insorgenza sono:

  • acqua pulita
  • kh gh e ph instabili o alti
  • accumulo di sporcizia sul fondo
  • cattiva circolazione d’acqua
  • blocco della crescita delle piante
  • cattivo spettro luminoso
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Cosa fare per debellarli o evitarne la formazione? Chiaramente vanno evitate tutte le condizioni a loro favorevoli, così come per le alghe.

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Duilio Biccari

Sono Duilio Biccari, amministratore di questo sito, appassionato di motori, web, tecnologia e acquariofilia. Non sono un guru dell'acquariofilia ma in poco tempo ho avuto modo di testare e di scoprire tante informazioni utili che ho deciso di mettere a disposizione dei neofiti. Partire nel modo giusto significa risparmiare denaro e godersi con soddisfazione e serenità quell'angolo di natura che è un acquario.

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