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Che sia un prodotto commerciale o “fai da te”, l’impianto di CO2 per acquario è una grande spinta per la crescita delle piante e per la gestione dell’acquario.

A cosa serve

Le piante hanno bisogno di CO2 per avviare tutti i loro processi legati all’assorbimento degli oligoelementi e alla fotosintesi. Nell’aria ce n’è in abbondanza ma in acquario tende quasi sempre a scarseggiare. Le piante che arrivano a fuoriuscire dall’acqua non hanno chiaramente difficoltà ad approvvigionarsi di CO2 ma per quelle che rimangono completamente sott’acqua può essere un grande problema. Ecco che un minimo di tecnologia viene incontro all’acquariofilo. Infatti sono molte le ditte che producono impianti per erogare CO2 in acquario.

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Come è fatto

Un impianto di CO2 per acquario è composto da diversi elementi, a seconda di quanto si vuol spendere (tra i 25 e i 100 euro). Diciamo che gli elementi necessari sono:

  • bombola CO2
  • tubi e raccordi
  • regolatore di flusso
  • valvola di non ritorno
  • diffusore

Gli impianti migliori hanno anche:

  • valvola di sicurezza
  • manometro
  • contabolle

Le bombole hanno una capacità variabile dai 16 ai 500 grammi di CO2 e la loro durata dipende da quanta CO2 eroghiamo ogni minuto. Possono essere ricaricabili o usa e getta.

La valvola di non ritorno serve ad evitare che l’acqua dell’acquario possa risalire il tubicino dell’impianto con conseguenze imprevedibili.

Anche se esistono diffusori specifici per la CO2, nessuno ti vieta di usare una comune pietra porosa. Sappi però che più riesci a micronizzare la CO2, meno questa andrà sprecata. Micronizzare significa rendere più piccole possibile le bollicine che fuoriescono dal diffusore e le pietre porose non fanno un gran lavoro in tal senso.

La valvola di sicurezza non è così fondamentale come il nome suggerirebbe perché questi impianti non raggiungono mai pressioni pericolose. In ogni caso serve per permettere di sfogare CO2 in eccesso nell’impianto.

Il manometro indica la pressione d’esercizio e ci indica lo stato della bombola.

Il contabolle non dovrebbe mancare perché grazie ad esso puoi capire quanta C02 al minuto stai erogando. Ti basterà infatti contare le bolle che vedrai formarsi ogni minuto nel contabolle per capire se, in rapporto al pH che vuoi tenere in acquario, ne stai erogando poca, molta o il giusto.

Il valore di CO2 è legato al rapporto tra KH e pH (di questi ultimi valori puoi approfondire alla pagina Valori acqua e test). La CO2 viene influenzata anche dalla temperatura. Più alta sarà questa, meno CO2 sarà disciolta in acqua.

Tabella pH-KH-CO2
Tabella generica

Impianto di CO2 per acquario fai da te

Per chi vuole risparmiare ed ha la passione per il fai da te, esistono alcuni metodi per creare un vero e proprio impianto di CO2 in casa. Quello di cui parlo in questo articolo sfrutta l’acido citrico e il bicarbonato di sodio, che pare essere il metodo più stabile, costante e immediato, quindi il migliore.

Per crearlo devi procurarti:

  • 2 bottiglie di bibite gassate da 2L
  • acido citrico
  • bicarbonato di sodio
  • kit per CO2 fai da te
  • contabolle (solo se il diffusore non fa anche da contabolle)
  • valvola di non ritorno
  • 1 diffusore
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Le bottiglie di bibite gassate sono necessarie perché sono testate per una pressione di 8/10 bar. L’impianto di cui sto parlando non supererà mai i 2,2 bar, quindi siamo al sicuro da potenziali esplosioni (problematiche solo per la vita in acquario ma non per noi).

Kit CO2 fai da te
Kit CO2 fai da te

L’acido citrico lo puoi trovare in una farmacia agricola. Io lo pago 4 euro per chilo.

Quando parlo di kit di CO2 fai da te, parlo di un kit che comprende i tappi per due bottiglie, ai quali sono collegati tutti gli accessori (riduttore di flusso, manometro, tubicini che arrivano al fondo delle bottiglie, tubicino che va dal riduttore di flusso al diffusore).

Un contabolle può costare tra i 4 e i 10 euro mentre il diffusore può costare tra i 35 centesimi e i 25 euro. Uno dei 2 diffusori andrà nella bottiglia con l’acido citrico e dev’essere una semplice pietra porosa.

Una valvola di non ritorno può costare tra 1,50 euro e 10 euro.

A questo punto so cosa stai pensando. A conti fatti non ti sembra che si risparmi chissà cosa col fai da te. Può essere vero se consideriamo solo il costo iniziale. Ma il costo di esercizio è decisamente a favore del fai da te. Considera che una bombola di CO2 da 500gr costa almeno 20 euro. Col kit fai da te, produrre 500gr di CO2 ti costa 2 euro di acido citrico più 40 centesimi di bicarbonato di sodio. Che ne pensi?

CO2 fai da te. Come si realizza?

Prendi le due bottiglie da 2L ed etichettale con un pennarello. Una la chiami “A” (dove metterai l’acido citrico), l’altra “B” (dove metterai il bicarbonato di sodio). Nella bottiglia A metti 600ml di acqua e 200gr di acido citrico. Nella bottiglia B metti 600ml di acqua e 200gr di bicarbonato (ovviamente se usi bottiglie più piccole, ti basterà fare le opportune proporzioni con gli “ingredienti”).

Tappa la bottiglia A col tappo del kit che ha il manometro, e la B con l’altro tappo ma prima di farlo, fai attenzione a una cosa. Ogni tappo ha un tubicino che deve entrare nella bottiglia e deve arrivare fino al fondo. Questi tubicini, per questioni di spedizione, ti arrivano raccolti e diventa impossibile dargli una forma dritta. Tenderanno sempre ad attorcigliarsi, quindi l’estremità rimarrà sempre distante dal fondo. Puoi risolvere il problema usando un filo di ferro o un grosso stuzzicadenti al quale leghi il tubicino con del semplice scotch.

Dopo di che colleghi il tubicino (che ti viene fornito a parte col kit) al regolatore di flusso sulla bottiglia B. All’altra estremità inserisci un diffusore. Nel caso in cui il diffusore non faccia anche da contabolle, devi tagliare questo tubicino per innestarne uno. Ricordati di innestare anche una valvola di ritorno come ultimo innesto

Impianto CO2 fai da te

Assicurati che il regolatore di flusso sia chiuso e agita energicamente per qualche secondo le due bottiglie. L’acido citrico si scioglierà mentre il bicarbonato farà deposito sul fondo.

Ora fermati e schiaccia la bottiglia A fino a far andare un po del suo liquido all’interno della bottiglia B. Nella bottiglia B ci sarà una reazione gassosa. Agitala un po’. Ripeti questi ultimi due passaggi fino a quando la pressione non raggiunge 1,2 bar. Noterai che man mano che vai avanti, le bottiglie diventeranno sempre più dure. E’ il segno evidente che stai mandando in pressione l’impianto.

A questo punto, dopo aver posizionato il diffusore in acquario, puoi aprire (molto lentamente, quasi impercettibilmente) il regolatore di flusso. Adesso, grazie al contabolle e a un test per il pH, puoi decidere quanta CO2 devi erogare ogni minuto.

Man mano che la CO2 va esaurendosi, si crea una depressione nella bottiglia B. Ciò fa si che il liquido della bottiglia A passi nell’altra. L’impianto così realizzato si esaurisce nel momento in cui tutto il liquido della bottiglia A passa nella B.

Ad occhio e croce, erogando 12 bolle al minuto 24h/24, l’impianto dura circa 3 mesi.

Note finali

La cosa migliore sarebbe chiudere l’impianto di C02 durante la notte perché di notte le piante non consumano CO2 ma ossigeno. Anzi, di notte le piante producono CO2. Tuttavia, per fortuna non è così necessario interromperne l’erogazione, visto che difficilmente la CO2 erogata di notte potrebbe creare problemi, sia ai pesci che alle piante. E per fortuna, direi, perchè sarebbe estremamente impegnativo gestire l’impianto quotidianamente.

Ti consiglio di posizionare il diffusore il più in basso possibile e in un punto dove c’è una buona corrente d’acqua, in modo da diffondere la CO2 in tutto l’acquario e lungo tutta la colonna d’acqua.

Come tutti gli animali, anche i pesci respirano e producono CO2 ma mai a sufficienza per le piante.

Ossigeno e CO2 in acqua sono due elementi distinti e separati e non vi è alcuna correlazione tra essi. Un’acqua può essere satura di ossigeno e carente di CO2, o viceversa. Oppure può essere satura o carente di entrambi.

E’ facilmente intuibile che le piante a crescita veloce hanno più bisogno di CO2 rispetto alle piante a crescita lenta.

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Qualcuno sostiene che si può introdurre CO2 in acquario anche tramite areatore. D’altronde nell’aria è presente tutta l’anidride carbonica di cui una qualsiasi pianta può aver bisogno. In alcuni casi può anche funzionare, tuttavia ci sono piante acquatiche (che vivono completamente sommerse) che hanno bisogno di una maggiore quantità di CO2 di quanta ne può fornire l’areatore per due motivi:

  1. l’acquario potrebbe essere molto piantumato. Più piante=maggiore richiesta e assorbimento di CO2.
  2. L’areatore molto difficilmente porta un acquario ad essere saturo di ossigeno, e quindi ad avere la massima quantità di CO2 possibile proprio tramite ossigeno (ricorda che l’attività batterica, i pesci e le stesse piante consumano molto ossigeno).

Ci rivediamo al prossimo articolo 🙂

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