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Per una corretta gestione dell’acquario è indispensabile conoscere i valori dell’acqua in acquario. Questo ti consente di capire, ed anche prevenire, eventuali problemi.

Valori dell’acqua in acquario. Quali test, come interpretarli e come correre ai ripari.

Valori dell'acqua in acquario

Se di tanto in tanto non misuri i valori dell’acqua, praticamente stai gestendo il tuo acquario alla cieca. Conoscerli invece ti consente di “aggiustare il tiro” se stai sbagliando qualcosa o se qualcosa sta andando storto oltre ogni previsione.

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Se sei all’inizio della tua avventura acquariofila, è necessario l’acquisto dei principali test. In seguito, quando avrai acquisito la giusta esperienza, capirai lo stato di salute del tuo acquario semplicemente osservandolo con attenzione. Alla fine i test ti serviranno solo se vorrai modificare qualche valore, fugare eventuali dubbi o in caso di problemi.

Alcuni test non sono precisissimi e possono portarti a fare cose sbagliate. Può accadere che restituiscano valori errati o poco comprensibili perchè subiscono interferenze date da alcune sostanze disciolte in acqua. Inoltre non ci sono test che permettono di rilevare sostanze pericolose come veleni o prodotti per l’agricoltura. E’ anche per questo che spesso nei forum si legge di gente che pur rilevando dei buoni valori, registra una inspiegabile insorgenza algale.

I valori fondamentali

I valori principali da monitorare sono i seguenti:

  • NO2
  • NO3
  • pH
  • KH
  • GH
  • EC

NO2 – I nitriti

Il cibo non mangiato, feci e urine, foglie e pesci morti, vengono trasformati in ammonio/ammoniaca da parte dei microrganismi presenti in acqua. L’ammonio/ammoniaca viene trasformata in NO2 (nitriti) da parte dei batteri Nitrosomonas.

Gli NO2 devono essere sempre assolutamente a zero. Una quantità di 0,5mg/l è letale per i pesci. L’unica fase della vita dell’acquario in cui è plausibile averne è durante la cosiddetta “maturazione del filtro”. Il “picco dei nitriti” solitamente si registra intorno al ventunesimo giorno di vita dell’acquario. Solo dopo che questo valore sarà sceso a zero potrai inserire i pesci.

Se hai i nitriti sempre alti, è chiaro che il filtro è sottodimensionato, oppure c’è un carico organico eccessivo. Per abbassarli, anzitutto considera se sia il caso di rivedere la popolazione. Poi puoi pensare di sostituire il filtro con uno adeguato, dare meno cibo ai pesci, eliminare foglie e pesci morti. Uno o più corposi cambi d’acqua (30-50%) sono necessari per riportare i nitriti a zero.

NO3 – I nitrati

I nitriti vengono trasformati in nitrati (NO3) da parte dei batteri Nitrobacter. Normalmente i nitrati non vengono più elaborati e rimangono quindi in acquario, accumulandosi e inquinandolo fino a divenire cibo per le alghe.

Gli NO3 devono essere presenti in quantità tra 5 e 20mg/l. Una quantità superiore di nitrati, come detto, favorisce l’insorgenza di alghe. Un valore superiore a 50mg/l indebolisce i pesci e li espone a malattie. Oltre i 100mg/l, i pesci muoiono. Meno di 5mg/l, le piante a crescita rapida si fermano, lasciando campo libero alle alghe (sempre loro).

Se hai i nitrati alti, è evidente che hai troppi pesci in acquario, dai troppo cibo, non fai sufficienti cambi d’acqua, hai un filtro molto sporco o non hai abbastanza piante a crescita rapida.

Il pH

Il pH ti dice se l’acqua è

  • acida: <7
  • neutra: =7
  • basica (o alcalina): >7

Il pH è importantissimo perché influisce sulla mucosa dei pesci. Normalmente è bene che questo valore sia stabile e compreso tra 6,5 e 8, a seconda dei pesci e delle piante che hai o che inserirai.

La stabilità del pH è strettamente legata alla durezza carbonatica/alcalinità (KH). Un pH instabile è causa di stress e morte dei pesci. Per tenere il pH stabile, è necessario che il KH abbia almeno un valore di 4°d (gradi tedeschi).

Tabella ph kh co2

La quantità di CO2 in acquario influisce sul valore del pH, come si evince dalla tabella qui sopra, e fa anch’esso da “tampone” contro eventuali sbalzi. In poche parole, erogando un tot di CO2 al minuto, sarai sicuro di avere costantemente un determinato pH. Più è alto il KH, più CO2 dovrai erogare per abbassare (acidificare) il pH ad un determinato valore. La precedente tabella ben riassume il rapporto tra pH, KH e CO2 (per approfondire, puoi leggere la pagina “impianto CO2 in acquario“).

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Il pH può essere aumentato tagliando l’acqua di osmosi con quella di rubinetto o diminuendo la CO2 disciolta (movimentando la superficie o usando l’areatore). Il pH può essere abbassato erogando CO2, tagliando l’acqua con quella di osmosi o tramite acidi inorganici (acido cloridrico, fosforico ecc…) e organici (acidi umici, fulvici ecc.. dati ad es. da torba o catappa). Con gli acidi inorganici, la conduttività (EC) tende ad aumentare.

A differenza di quanto si crede, il pH non aumenta all’aumentare del KH, se non in maniera molto marginale. Puoi avere KH 4 e pH 8 come KH 8 e pH 7,3. Come detto, quanto più alto è il KH, più il pH è stabile (ma non più alto).

KH – ALCALINITA’

In chimica il KH misura la concentrazione di calcio e magnesio ma i test del KH in commercio per gli acquariofili, in realtà misurano l’alcalinità dell’acqua (data dagli ioni con carica negativa, ossia gli anioni). In pratica il KH dei nostri test misura carbonati e bicarbonati (di calcio, magnesio, sodio e potassio) che conferiscono all’acqua la capacità di fare da tampone agli acidi. Tanto più il KH è alto, più questo tamponerà l’azione degli acidi. Infatti se usi prodotti acidificanti o CO2, abbasserai il pH. Ma nel momento in cui smetterai di farlo, il pH salirà nuovamente.

E’ fondamentale che questo valore sia di almeno 4°d (4 gradi tedeschi) perché un valore inferiore renderebbe instabile il pH. Per abbassare il KH si può usare della torba nel filtro o cambiare l’acqua con della demineralizzata. Per alzarlo puoi usare del bicarbonato di potassio (non di sodio perché creerebbe problemi alle piante) o l’osso di seppia in polvere (in tal caso aumenterà anche il GH).

Il KH può risultare piuttosto alto se ci sono rocce, fondo o arredi calcarei (che quindi rilasciano bicarbonati). Prima di usare tali elementi, puoi fare il test col Viakal (o prodotti simili). Basta spruzzare un po di prodotto sull’elemento da verificare. Se questo frizza, allora è calcareo e bisogna valutare l’opportunità del suo utilizzo.

Un KH oltre 10 favorisce l’insorgenza delle alghe nere a pennello e crea notevoli problemi alla vegetazione poichè non consente il corretto assorbimento di molti oligoelementi. Le piante manifestano questo problema nei modi che seguono:

  • foglie e steli ricurvi verso il basso
  • apici fogliari malformati
  • distorsioni fogliari

In realtà il KH dovrebbe essere misurato in milliequivalenti (meq) e non in gradi tedeschi. I milliequivalenti indicano la quantità di acido occorrente per portare il pH alla neutralità (7).

GH – Calcio e magnesio

Il GH misura la durezza permanente dell’acqua (che non è la stessa cosa della “durezza totale”), data dalla presenza di solfati, nitrati e cloruri di calcio e magnesio, ed è completamente slegato dal KH. Il valore del KH quindi non è parte del valore del GH, come si pensa diffusamente e erroneamente. Ecco perchè, come detto sopra, a volte il KH può essere superiore al GH.

Il GH è il valore che determina se un’acqua è tenera o dura ed è detto “durezza permanente” perchè non può variare tramite ebollizione, cosa che avviene per il KH. Il test del GH purtroppo non ci dice quanta parte del valore appartiene al calcio e quanta al magnesio ma si sa che quest’ultimo è una minima parte del valore.

Un rapido esempio. Ipotizziamo di riempire un bicchiere con acqua di osmosi o demineralizzata, quindi con KH e GH a zero. Ora vi sciogliamo dentro 1gr di bicarbonato di sodio. Non abbiamo inserito ne calcio ne magnesio, quindi il test del KH dovrebbe darci il valore di zero. E invece sarà superiore a zero perchè tale test ci darà l’alcalinità dell’acqua. Il test del GH invece ci darà ancora zero poichè esso misura effettivamente solo calcio e magnesio. Ecco perchè a volte si legge di gente che ha il KH più alto del GH.

L’unico modo di abbassare il GH è usare acqua di osmosi. Per aumentarlo puoi introdurre del solfato di magnesio (Il cosiddetto “sale inglese”) o l’osso di seppia in polvere (aumenterà anche il GH), cloruro di calcio o solfato di calcio.

EC – Elettroconducibilità

La EC, la cui unità di misura è il Microsiemens (µ) ci dice l’elettroconducibilità (o più semplicemente “conduttività”) dell’acqua, che è meglio tenere al di sotto di 600-700µ per i pesci di acqua calda e entro i 1000µ per quelli di acqua fredda. E’ un valore molto importante (e molto sottovalutato) perchè influenza i processi osmotici dei pesci e delle piante.

La conduttività può essere aumentata facendo cambi d’acqua con quella di rubinetto, usando fertilizzanti generici (o dosando del potassio liquido), nei modi descritti per KH e GH oppure utilizzando acidi inorganici (acido cloridrico, acido fosforico ecc.). Anche i nitrati aumentano la conduttività. Può essere diminuita tagliando l’acqua dei cambi con quella di osmosi o facendo in modo che le piante riescano a consumare gli oligoelementi.

Molti acquariofili si basano su questo valore per sapere quando è necessario un cambio acqua o la fertilizzazione ma questo è possibile solo quando si conosce molto bene la propria vasca e il suo andamento.

Quali test usare

I test attualmente in commercio per l’acquariofilia sono di tre tipi:

  • striscette
  • reagenti
  • penne digitali
Test striscette acquario
Le famose “striscette”

Le striscette sono delle bandelle di plastica sulle quali vi sono dei quadratini colorati che contengono sostanze che, a contatto con l’acqua, cambiano colore. Con la scala colorimetrica fornita in dotazione, puoi verificare il valore di più test in un colpo solo. La comodità delle striscette sta nella loro facilità e immediatezza di utilizzo. Ed anche nel loro costo. Tuttavia hanno una scala di valori troppo ampia. E’ difficile quindi determinare i valori esatti. Sono discretamente precise solo per NO2 e NO3, quindi non so fino a che punto valga la pena di usarle.

Test a reagente
Test a reagente

I reagenti sono corredati da provette, liquido di contrasto e scala colorimetrica per confrontare il risultato dell’analisi (spesso è inclusa anche una comoda siringa graduata). E’ sicuramente il metodo da preferire perché è il più preciso (soprattutto per GH e KH).

Penne digitali

Phmetro
Phmmetro
Phmetro per test pH

Il miglior modo di effettuare il test del pH è sicuramente tramite l’utilizzo del phmetro. Come detto sopra, le striscette non sono affatto l’ideale per questa misurazione e sono davvero pochi i reagenti con una buona precisione. Il phmetro è facile da usare e si possono fare infinite misurazioni. Non per ultimo, costa come o poco più di un reagente, quindi non ci sono scuse. E’ un valore troppo importante e va rilevato con esattezza.

Misuratore EC
Conduttivimetro - Test EC
Conduttivimetro per il test EC

L’elettroconducibilità si misura tramite un semplice strumento simile al phmetro (vedi sopra) il quale restituisce il valore in microsiemens. Alcuni tester danno anche i valori di temperatura e TDS. Comodo da usare, molto preciso ed economico (una decina di euro).

Fai attenzione a una cosa: tutti questi strumentini che misurano EC e TDS, in realtà sono capaci di misurare solo la EC. Per ottenere il TDS non fanno altro che dividere la EC per un coefficiente specifico, diverso a seconda del produttore. Di conseguenza ad esempio quattro conduttivimetri possono dare valori abbastanza diversi di TDS ma molto simili di EC.

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Note finali

Non adoperare prodotti chimici per alterare i valori dell’acqua in acquario perché si tratta sempre di soluzioni innaturali e dall’effetto temporaneo. Ciò vale anche per il pH (nell’articolo Filtro acquario, come funziona trovi informazioni sui materiali che si possono usare nel filtro per modificare alcuni valori). La bravura sta nel comprendere le cause di un determinato valore e rimediare coi metodi sopra esposti.

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